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Le agevolazioni fiscali nel settore Life Sciences per il 2025



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Crediti d’imposta e tax benefit: accesso, gestione e modalità di utilizzo devono tenere conto di un contesto normativo particolarmente frastagliato. Ecco gli elementi da valutare per usufruire delle principali agevolazioni fiscali del 2025 di potenziale interesse per gli operatori del Life Sciences

Pubblicato il 3 mar 2025

Benedetta Lunghi

Senior Tax Advisor – DLA Piper

Gabriele Savoca

Lawyer – DLA Piper



agevolazioni fiscali life sciences 2025

Investire per ridurre il carico fiscale. È senza dubbio questa una delle direttrici individuate dalla Legge di Bilancio 2025 che delinea un rinnovato quadro delle agevolazioni di matrice fiscale disponibili per i contribuenti.

Accesso, gestione e modalità di utilizzo di crediti d’imposta e tax benefit, tuttavia, devono tenere conto di un contesto normativo particolarmente frastagliato, oggetto di continue e ripetute modifiche da parte del legislatore che, in alcuni casi, possono ostacolare una pianificazione efficace degli investimenti.

Life Sciences: le agevolazioni fiscali per il 2025

Quali sono, dunque, le principali agevolazioni fiscali disponibili per il 2025 di potenziale interesse per gli operatori del Life Sciences?

Credito R&S

Il c.d. credito “Ricerca, Sviluppo e Innovazione” prevede il riconoscimento di un credito d’imposta (nella misura del 10% nel limite massimo annuale di Euro 5mio) a favore delle imprese che, inter alia, svolgono attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico fino al 31 dicembre 2031.

Di particolare interesse per gli operatori, la possibilità di ottenere un’attestazione circa la qualificazione/ammissibilità delle attività svolte tramite una certificazione preventiva, da richiedere al MIMIT. Tale certificazione consentirebbe di operare in condizioni di “certezza”, considerando che quest’ultima esplica effetti vincolanti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria che negli ultimi anni ha condotto innumerevoli verifiche fiscali volte ad indagare (e spesso a contestare, con implicazioni gravose sia in termini finanziari che di matrice penale) la base di calcolo dell’agevolazione e l’irregolare utilizzo del credito d’imposta.

Bonus Pubblicità

Un meccanismo simile è previsto per il “Bonus Pubblicità“. Quest’ultimo concede alle imprese che investono in campagne pubblicitarie un credito d’imposta fino al 75% del valore incrementale degli investimenti realizzati su stampa quotidiana e periodica, anche online, con un incremento pari almeno all’1% rispetto agli investimenti dell’anno precedente sugli stessi mezzi.

L’accesso all’agevolazione, attualmente in vigore e “a regime”, prevede l’invio di una prima comunicazione, seguita da una conferma degli investimenti effettivamente realizzati, validati successivamente dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Il Bonus Pubblicità si qualifica quale Aiuto di Stato e viene concesso entro i limiti dello stanziamento annuale e dei regolamenti UE sugli aiuti “de minimis“.

Nuovo Patent Box

Il “Nuovo Patent Box” opera con una modalità differente, offrendo una deducibilità maggiorata delle spese di ricerca e sviluppo volte al potenziamento e alla creazione di specifici beni immateriali utilizzati nell’attività aziendale. Questa agevolazione permette di aumentare – nell’arco temporale di un quinquennio – del 110% la deducibilità delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo volte al mantenimento, potenziamento, tutela e incremento del valore degli asset immateriali agevolabili esistenti.

Sono agevolabili i costi di ricerca e sviluppo relativi a:

  • software protetto da copyright;
  • brevetti industriali (inclusi brevetti per invenzione, invenzioni biotecnologiche e certificati complementari di protezione), brevetti per modello d’utilità, brevetti e certificati per varietà vegetali e topografie di prodotti a semiconduttori;
  • disegni e modelli giuridicamente tutelati;
  • due o più dei suddetti beni immateriali collegati da un vincolo di complementarità, tale per cui la realizzazione di un prodotto o processo sia subordinata all’uso congiunto degli stessi.

Crediti Industria 4.0 e Transizione 5.0

La Legge di Bilancio 2025 ha apportato alcune modifiche significative ai crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali c.d. Industria 4.0 e Transizione 5.0.

In particolare, con riferimento al Credito Industria 4.0, è stata abrogata l’agevolazione prevista per gli investimenti in beni immateriali 4.0, prevedendo la chiusura anticipata della stessa che rimane disponibile (nella misura del 15% sino ad Euro 1mio di costi ammissibili) per i soli beni prenotati entro il 31 dicembre 2024 e per i quali è stato effettuato il versamento dell’acconto del 20% (da completare, in ogni caso, entro il 30 giugno 2025).
Resta in vigore sino al 31 dicembre 2025 (con termine c.d. “lungo” 30 giugno 2026), invece, il bonus relativo agli investimenti in beni materiali 4.0. L’accesso (sino ad ora) automatico all’agevolazione sarà, tuttavia, sottoposto ad una soglia massima di risorse disponibili, pari ad Euro 2,2mld. Dovrebbe assumere particolare rilievo l’invio della comunicazione di “prenotazione” dell’investimento ex ante e di “completamento” dell’investimento ex post in funzione della quale potrebbe essere stabilito l’ordine cronologico di accesso all’agevolazione e l’eventuale superamento del tetto previsto. Si attendono ulteriori chiarimenti al riguardo.

Quanto agli investimenti rientranti nell’alveo della Transizione 5.0 (progetti di innovazione volti alla riduzione dei consumi energetici), la Legge di Bilancio 2025 ha previsto una rimodulazione delle percentuali dell’agevolazione (dal 5% al 45% e 2 scaglioni di investimento fino ad Euro 50mio di costi ammissibili), di cui possono beneficiare anche gli investimenti già effettuati nel corso del 2024 (previa presentazione di apposita comunicazione aggiuntiva al GSE). Sono stati, inoltre, chiariti i profili di cumulabilità con altre agevolazioni e previste alcune semplificazioni.

Nonostante le modifiche normative, l’accesso all’agevolazione sembrerebbe comunque frenato dai numerosi adempimenti cui sono chiamati i contribuenti (e.g., comunicazioni di prenotazione e completamento, certificazioni contabili e tecniche, documentazione da predisporre e conservare, etc.). Basti pensare che gli investimenti prenotati a fine 2024 coprivano solamente circa il 5% delle risorse messe a disposizione dal PNRR, pari a circa Euro 6,2mld (Fonte: Sole 24 Ore del 14 dicembre 2024).

Agevolazioni fiscali di potenziale interesse per il Life Sciences introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 – IRES Premiale

Dal 1° gennaio 2025 è operativa la c.d. “IRES Premiale” che, per diverso tempo, era stata al centro delle discussioni parlamentari senza approdare mai ad una formalizzazione normativa.

Per il solo periodo d’imposta 2025, è prevista la riduzione di 4 punti percentuali dell’imposta sul reddito delle società per i contribuenti che rispettano congiuntamente una serie di requisiti (pena l’impossibilità di accedere/la decadenza dal beneficio), tra i quali:

  • accantonamento a specifica riserva di almeno l’80% dell’utile 2024 e non distribuzione di quest’ultimo sino a fine 2026;
  • effettuazione di investimenti minimi rientranti nel perimetro 4.0 e 5.0 nel periodo 01.01.2025 – 31.10.2026 e mantenimento di questi ultimi sino al termine del 5° esercizio successivo all’investimento;
  • effettuazione di nuove assunzioni che generino incremento occupazionale.

In sostanza, l’intero reddito d’impresa dichiarato nel 2025 (tramite il modello REDDITI 2026) sarà assoggettato ad aliquota IRES ridotta (i.e. 20% anziché 24%), considerando che le condizioni di accesso non influiscono sul quantum del reddito agevolato, ma rappresentano prerequisiti al ricorrere (congiunto) dei quali compete il beneficio.

Ferma la potenziale appetibilità della nuova disciplina agevolativa, sono numerosissimi gli aspetti che meriterebbero attenzione e in relazione ai quali si attendono interventi chiarificatori (unitamente al decreto interministeriale di attuazione della disciplina), tra i quali:

  • la natura della riserva nella quale accantonare almeno l’80% dell’utile 2024;
  • la possibilità di utilizzare tale riserva in situazioni particolari senza decadere dall’agevolazione (e.g., copertura perdite);
  • la possibilità di accedere all’agevolazione per le imprese che chiudono il periodo d’imposta 2024 in perdita;
  • le modalità di calcolo degli investimenti minimi (in ogni caso non inferiori a Euro 20k);
  • la possibilità di effettuare investimenti “sostitutivi” in caso di dismissione di beni nel quinquennio di osservazione;
  • le modalità di recupero dell’IRES Premiale in caso di decadenza dal beneficio;
  • la compatibilità tra IRES Premiale e i citati crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0.

Gli elementi da valutare per ottenere le agevolazioni: una sfida complicata

Le varie modalità di calcolo e l’identificazione delle spese agevolabili, insieme alle limitazioni quantitative previste e alle interpretazioni spesso restrittive dell’Amministrazione finanziaria, rappresentano una sfida per gli operatori, potenzialmente complicata da ulteriori elementi di valutazione.

Si pensi, ad esempio, al caso in cui il beneficiario delle agevolazioni appartiene a un gruppo multinazionale con un fatturato consolidato pari o superiore ad Euro 750mio, soggetto, di conseguenza, alle regole del Pillar 2 e, in particolare, al soddisfacimento di una imposizione effettiva (effective tax rate – ETR) non inferiore al 15% per ciascuna giurisdizione in cui il gruppo opera, salvo l’obbligo di integrazione. In tal senso, taluni incentivi volti a ridurre il carico fiscale potrebbero incidere ai fini del calcolo dell’ETR rilevante pregiudicandone l’effettivo beneficio.

È richiesta, quindi, un’analisi puntuale di ciascuna agevolazione, volta a verificare se quest’ultima risponda a reali esigenze economiche (senza impatti sull’ETR) oppure se sia finalizzata a perseguire strategie di competizione fiscale dannosa che il Pillar 2 si propone di contrastare.

Infine, l’evoluzione normativa dovrà essere coordinata con la Legge Delega per la riforma fiscale, che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un’aliquota IRES ridotta a regime. Si tratta di una previsione particolarmente attesa dagli operatori, visto che l’introduzione dell’IRES Premiale per il solo 2025 ostacolerebbe, ancora una volta, una pianificazione a lungo termine degli investimenti, per incentivare i quali restano in piedi un numero limitato di agevolazioni, con scadenza entro il prossimo anno.

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